Il confine tra realtà e follia

In questi giorni un mio conoscente ha avuto una crisi psicologica e ha iniziato ad assumere psicofarmaci.

Sono scoinvolta perché tutti noi abbiamo sempre pensato che questa persona fosse sana, mai avremmo potuto sospettare che alla base delle sue particolarità caratteriali (caratteristiche del tutto comuni anche in molti sani) si celasse un malessere psicologico.

Al mondo ci sono le persone strambe, che ogni tanto combinano qualche stupidata pur essendo perfettamente normali, e esistono le persone con i problemi, quelli che sembrano i più ordinari del pianeta ma ad un certo punto … puff! Iniziano a dare i numeri. Sani e malati si confondono, si mimetizzano gli uni con gli altri, come possiamo distinguerli?

Ma cosa significa poi perdere il senno? Non stiamo parlando di persone che parlano con le formiche o ballano il tip tap sui davanzali, ma di gente assolutamente razionale che ad un certo punto della vita sragiona, senza nemmeno rendersene conto. La parte problematica della loro personalità inoltre non viene sbandierata come uno stendardo di anormalità, ma viene occultata sotto quella maschera di buona educazione che sin da piccoli ci insegnano ad indossare e, qualora si manifesti a terzi, può benissimo essere scambiata per stress, noia, malinconia o un semplice sbalzo d’umore.

La faccenda si complica quando i cosidetti matti non sono consapevoli della propria follia: molti infatti si rendono conto che il mondo non funziona come vorrebbero, ma mai penserebbero di avere dei problemi. Del resto voi, in questo momento, non potete avere l’assoluta certezza di essere sani, non potete sapere se i pensieri che stanno attraversando la vostra mente in questo momento sono sensati o assurdi; se poi qualcuno vi avvertisse che avete dei problemi, vi incazzereste come delle iene perché a nessuno piace sentirsi dare del pazzo.

E se fossimo tutti un po’ pazzi? Insomma, non vi è mai capitato di pensare “Ma perché cazzo mi ritrovo a vedere la situazione in questo modo se tutti gli altri trovano perfettamente normale vederla sotto quest’altra luce?” oppure “Come cavolo ho fatto a ficcarmi in questo guaio che chiunque altro ha saputo aggirare senza la minima difficoltà?” o ancora “Tutto questo è irreale, non assomiglia affatto a come vorrei che fosse la realtà”. Sono riflessioni consuete anche per noi sani, o no? E allora cosa dove si trova il confine tra avere un carattere difficile e essere fuori di testa?

Io sono sempre stata un po’ strana e certe volte mi è capitato di pensare di essere un po’ matta, ma adesso che ho conosciuto una persona che sta veramente male ho una paura terribile, perché anche i più pazzi del mondo hanno un cuore. Non esiste una mente del tutto marcia ed ogni persona “storta” soffre per la propria incapacità di connettersi con il resto del mondo.

Forse la sanità mentale sta proprio nella capacità di porsi questo genere di domande e di comprendere che ciò che esiste nel mondo è diverso da quello che abbiamo in testa. Boh, chissà, sono confusa, confusa e preoccupata per il mio amico che non sta bene.

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Raggi di sole nella notte:

Un anno è passato e tante cose sono successe, alcune delle quali spiacevoli. Ma anche nella notte più nera è brillato sempre un raggio di sole.

  • Rischiare.
  • Fare cadere il gelato.
  • Sentirsi mancare il fiato.
  • Un bacio sulle spalle in un parcheggio.
  • Il suo sguardo in birreria.
  • Ascoltare eroiche canzoni al chiaro di luna. 
  • L’attesa in stazione.
  • Giocare a spintoni.
  • Non avere più paura.
  • Godersi l’euforia dell’illusione.
  • Dolce vendetta e dolcissima consolazione.
  • Guidare la bici con uno dietro che ti sopporta, e ridere.
  • Orsi, onde e salsedine che ti abbracciano.
  • Riposarsi dopo essersi stressata inutilmente.
  • Riabbracciare chi si ha spettato per molto tempo.
  • La facoltà di lettere.
  • Jennifer.
  • Imparare a giocare a Carambola.
  • Rivedere un viso dopo tanto tempo e stare bene, anche se si sta facendo una cazzata.
  • Fingere di sorridere per riuscire a sorridere per davvero.
  • Scoprire che c’è sempre qualcuno vicino a noi.
  • Passare analisi con 21 anziché 18, alla facciazza di chi credeva che sarei stata bocciata. E non aver mai preso un 18.
  • Rimpiangere di non aver mai studiato matematica prima.
  • Incontrarlo pochi giorni prima dell’appuntamento dal parrucchiere.
  • La liberazione di dare un taglio netto ai capelli e alla stupidità.
  • Conquistarlo nonostante i capelli corti e comprendere di essere una bimbetta idiota e (ahimè!) frignetta.
  • Fare la prima mossa sempre e comunque, perché mi piace così.
  • La birra scura.
  • Sul sedile, in curva.
  • Vincere su quella cazzo di meravigliosa moto giocattolo.
  • Il sandalo rotto.
  • In macchina, con il vento e l’erba che si muove.
  • La domanda!!!!
  • La differenza tra la carta regalo e il contenuto del pacchetto.
  • Dare la risposta giusta, che è sempre la risposta sbagliata.
  • L’avvocato e il gelataio. 
  • Perdere ai videogiochi, capire di essere negata, divertirsi lo stesso e vincere. Come Kung Fu Panda.
  • Guidare forte, proprio come piace a me, senza abbassarmi a richiedere i servigi di un autista, nonostante sia geneticamente negata per i motori. Volere è potere!!!
  • Guidare per strade sconosciute e divertirsi a scoprire il percorso giusto.
  • Ricominciare a giocare a basket e scoprire di essere più portata per il tennis. Ma perché cazzo non ho mai giocato a tennis quando ero ancora in tempo???
  • Imparare lo spirito dello sport di squadra dopo sei anni di sport di squadra.
  • L’adrenalina dopo l’agonismo, guidare con l’adrenalina in corpo.
  • Inseguire i miraggi, che dopotutto sono fatti per essere inseguiti.
  • Giocare tutti insieme ai videogiochi e fare la lotta senza farsi male.
  • Gravidanze a catena. 
  • Guardare con altri occhi chi conoscevi da sempre, capire di essere stata un’idiota, mutare completamente le proprie prospettive e … ridere!
  • Abbattere i pregiudizi uno per uno.
  • Amare i tacchi alti come le scarpe basse, gli occhiali come le lenti a contatto, indossarli quando cazzo mi pare, sentirsi una stupida per non averlo fatto prima.
  • Ballare senza saper ballare le canzonette di Grease in discoteca, ma ballare per davvero.
  • Far buon viso a cattivo gioco anche dopo aver fatto una cazzata e divertirsi.
  • Gardaland, nel bene e nel male.

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E’ stato un anno di scelte demenziali, stupidaggini a catena, delusioni, umiliazioni e sconfitte, è stato un anno che avrei preferito trascorrere sotto il piumone ma, guardandomi indietro, mi accorgo che c’è sempre stato un brandello di speranza anche nei momenti più bui: ho sempre avuto la possibilità di vivere qualcosa di divertente e importante, anche mentre rantolavo in fondo al baratro, anche sguinzagliavo la mia idiozia a piede libero e mi coprivo di ridicolo. Non è facile condensare l’adolescenza in poco meno di un anno e uscirne vivi, ma ce l’ho fatta.

Per festeggiare, riascoltiamo le canzoni della mia vera adolescenza, quelle canzonette pop che tanto disprezzavo ai tempi del liceo. Se le avessi ascoltate prima, forse avrei imparato prima che, tutto sommato, siamo tutti banalmente uguali nella necessità di essere speciali e che la vita riserva un pizzico di gioia per ciascuno di noi.

La “prima” Avril, quella senza ciuffi rosa in testa, coroncine, tulle, coretti da Cheer Leader e tutte quelle altre sciocchezze da bimbaminchia che l’hanno rovinata dopo l’esordio nel 2002. Avrei dovuto continuare a idolatrarti perché ogni ragazzina necessita di un idolo.

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I Simple Plan e la canzone che mai sarei riuscita a suonare alla chitarra.

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La canzone preferita di chi poi è diventata più rocker di me:

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La canzone di colei che al liceo ha provato a spiegarmi cosa significa essere una principessa, fallendo miseramente: Britney Spears, Circus. Tranquilli, non ascolterò mai questa robaccia!

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L’improbabile canzone di chi per primo ha ballato insieme a me: CLICCA QUI!

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L’odiosa cantante che ci intratteneva durante le curve in macchina, ironia della sorte!!!

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Quelle canzoni sconosciute che non avrei mai ascoltato se non ti avessi conosciuto:

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Le canzoni che ascolto adesso:

Ho soltanto bisogno di un abbraccio

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Ci sono uomini che non possono morire

Non sono fatti per soccombere all’ingiustizia del mondo

Sopporteranno fieri la solitudine e l’incomprensione, perché non sono fatti per piegarsi.

Ho passato anni a irrobustire la mia armatura, ad affilare la mia lancia

Ho fatto di tutto per imparare a sopportare

Per colorare di vita le stanze della mia solitudine

Forse queste armi non fanno per me

Questa corazza è bella, ma è troppo pesante per le mie spalle fragili

Vorrei uno scialle di seta, una ghirlanda di fiori per i miei capelli

Pantofoline morbide e bianche per le mie caviglie sottili

Mi guardo allo specchio

Posso combattere tutte le battaglie che voglio

Ci sono uomini che non possono morire

E io sono troppo forte per soccombere

Non ho paura di brandire la mia lancia

Ma non scenderò nella piana con questa stupida lastra di ferro

Io sono fragile e dolce come la rugiada

Ho soltanto bisogno di un abbraccio.

Di sentirmi al sicuro

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L’altra metà del cielo

Siccome il mio primo blog ultimamente sta parlando solo di donne, ho deciso di elencare 16 cose che mi piacciono dell’universo maschile, sperando di non cadere nei soliti stereotipi.

Considerate questo post un segno di pace nei confronti dell’altra metà del cielo e, vi prego, non leggetelo soltanto come una dichiarazione di apprezzamento sessuale, si tratta piuttosto di un gesto di ammirazione, complicità e fratellanza.

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OK, la pubblicazione di questa foto è una dichiarazione di apprezzamento sessuale, ma procediamo con l’elenco.

1.       La Birra scura

Sicuramente il mondo è pieno di ragazze che preferiscono le birre scure alla solita bionda, ma l’ultima volta che ho fatto una scelta del genere tutti mi hanno guardato esterrefatti.

Recentemente ho iniziato a frequentare una birreria che offre una fasta gamma di birre artigianali, così ho deciso di assaporare ogni sera una birra diversa, confrontandone i sapori. La mia preferita è indubbiamente la Old Jack, una birra doppio malto color saio di frate, in cui sono riuscita a riconoscere nel suo sapore forte il retrogusto di liquirizia e caffè promessi dalla descrizione riportata sul menù. Un tocco di stile da non trascurare è l’etichetta nera, su cui spicca il sorriso di un biondo giovanotto in abito scuro che esibisce con soddisfazione e goduria la propria pinta di birra.

Leggete un po’ QUI la presentazione della soave bevanda, se siete interessati.

2.       La conversazione

Quando sono in gruppo, i maschi sviluppano inoltre un sense of humour di gran lunga più piacevole delle conversazioni femminili su interiorità e sentimenti vari e sicuramente non ti sottoporranno mai a domande imbarazzanti e insidiose come “Perché ti identifichi in questo soggetto?”, “Com’è stata la tua infanzia?” oppure “E’ vero che l’altro giorno ero vestita da zoccola?”.

3.       I vestiti da maschio

Cravatte, camicie, giubbettozzi di pelle, cappelli, magliette nere da metallaro, anfibi, orologi, t-shirt da bravo ragazzo, i Ray-Ban, abito da ufficio, frak, gilet … Vi stanno benissimo!

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4.       Le moto

Nella top ten dei miei sogni infantili la moto era appena sopra la casa delle bambole. Non sarei affatto una brava autista, tuttavia non riesco a non desiderare ardentemente di possederne una e di imparare a guidarla.

5.       Il vecchio e il mare di Hemingway

Un romanzo breve di vita e morte, quotidianità e leggenda, uccisione e rispetto per la vita altrui, di coraggio e di accettazione dei propri limiti. Hemingway , racconta la propria passione per la pesca in un’epica avventura sulla quotidianità di un pescatore, dando vita a dei personaggi genuinamente virili che si confrontano con le forze della natura con coraggio, onestà e rispetto.

In questo libro è stato immortalato tutto ciò che c’è di bello e prezioso nella psicologia maschile.

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_vecchio_e_il_mare

6.       Adelante adelante di De Gregori

Una canzone che racconta la vita del camionista tra il piacere del viaggio e dell’avventura, la fatica del lavoro, la malinconia della solitudine. Molto emozionante anche il video dal sapore Far West.

7.       Sollevamento pesi

Durante i miei unici sei mesi di palestra ho provato a fare lo stepper e il tapirulan con le ragazze ma mi annoiavo terribilmente, inoltre non riuscivo a concentrarmi contemporaneamente sullo sforzo fisico e sulla conversazione.

Fare pesi, sollevando naturalmente non più di dieci kg, è mille volte più divertente: permette di sfogare l’aggressività e di osservare più da vicino il tartaruga degli atleti, inoltre aumenta incredibilmente la potenza fisica (ho fatto uno scatto dal parcheggio alla stazione per non perdere il treno e non solo ho attraversato la strada in un baleno, ma ho anche provato un piacevole brivido di onnipotenza) e crea una piacevole assuefazione, per cui non puoi restare per più di due giorni senza palestra.

La modalità di allenamento era purtroppo errata, così sono apparse delle vene  in rilievo sulle braccia e mi stavo devastando il fisico. State tranquilli, sono tornata femminile come prima.

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8.       Non più andrai farfallone amoroso di Mozart

Un ritornello sempre attuale, cantato da un giovane cantante simpatico e gagliardo.

9.   Siete carini quando fate i nerd

Siete bellissimi quando siete chini sui vostri libroni di fisica nucleare o di ingegneria, giocate a Risiko, smanettate sugli aggeggi di meccanica, disegnate con la fronte corrucciata, suonate musica rock, vi dedicate ai lavoretti manuali, fate su le sigarette artigianali sporcandovi di tabacco … sono cose che naturalmente fanno anche le ragazze (non tacciatemi di maschilismo, please), ma non con il vostro fascino virillmente sexy!

10.   Achille

Achille piede rapido, Achille glorioso, Achille divino, Achille furioso, Achille armi lucenti, Achille pelide, Achille pari agli dei, Achille furente, Achille dal rapido passo, Achille dai biondi capelli, Achille veloce, Achille pastore di eserciti.

Achille, il mio idolo, è uno dei personaggi più affascinanti della letteratura occidentale.

11.   Dragon Ball

Quest’estate, nel primo pomeriggio, i bambini abbandonavano i propri giochi sulla spiaggia per riunirsi nelle sale tv degli alberghi esattamente come facevamo noi all’epoca. Il motivo? Dragon Ball, ovviamente, la serie di cartoni animati che da più di dieci anni popola i sogni dei ragazzini. Se devo essere sincera, i duelli che durano trenta puntate sono noiosissimi, ma la storia è veramente avvincente.

12.   Questo video del Boss:

13.  Goya

Un artista dalla mano decisamente maschile.

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14.   I videogiochi

I genitori li regalano sepre ai figli maschi, giustificandosi con motivazioni assurde come “Tanto a te piace leggere!”, “Cosa te ne fai tu, che giochi con le femmine?” oppure “Tu, che sei la più grande, dedicati ad attività più costruttive!”.

Non sono particolarmente abile con i videogiochi, però sono davvero divertenti!

15.   Il design degli articoli da ufficio

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16.   Le labbra, le mani, le spalle, la voce, la barba, la fronte, il petto, la nuca, gli zigomi, gli avambracci, la riga sulla pancia… 

Perché siete sexy, uomini, sappiatelo!

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Lettera alla danza, da una che non ci capisce un tubo (seconda versione)

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Cara danza,

mi hanno detto che la passione per la tua arte si manifesta sin dall’infanzia, infatti sono molte le ballerine che, da bambine, hanno sognato ad occhi aperti ammirando patinati tutù variopinti, delicate scarpette di raso, acconciature più intricate di quelle della principessa Leila e via discorrendo.

Io non ero così. Le principesse dei pirati come la piccola Valivi amavano i bei vestiti come ogni altra bambina, ci mancherebbe, ma preferivano i sontuosi broccati da castellana, da sostituire con una comoda e temibile divisa da ammiraglio nel corso degli arrembaggi, oppure sognavano di scorrazzare per le foreste selvagge come Pocaontas e combattere gli Unni al fianco di Mulan. Se la fanciulla in questione desidera poi diventare un’archeologa, le scarpette con la punta di gesso sono fuori discussione: sarebbe impossibile dirigere uno scavo sulle rive del Nilo con simili calzature.

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Leggere le favole de Lo schiaccianoci e Il lago dei cigni mi aveva divertito molto e la musica classica era inebriante, ma i complicatissimi passi compiuti con tanta passione dalle ballerine non mi piacevano, anzi, mi spaventavano a morte per la tensione con cui straziavano le loro povere caviglie, piegandole nelle pose più assurde.

Inoltre ho sempre considerato “asfissianti” le arti solitamente associate all’esaltazione della femminiltà. Una ballerina ai miei occhi non poteva permettersi nemmeno per un istante di essere rozza o sgraziata, era costretta dalla sua stessa natura ad interpretare il ruolo di una principessina leggiadra e fighetta senza possibilità di scelta.

Alle superiori ho conosciuto non una, ma ben due ballerine e, se è vero che tutte le persone che incontriamo ci lasciano un pezzetto di sé, le “mie” danzatrici mi hanno permesso di guardare la danza con occhi diversi. Ho imparato che danza è una forma di comunicazione e, anche se non ho nessuna intenzione di carpirne i segreti e di destreggiarmi in calzamaglia davanti ad uno specchio, posso apprezzarne comunque i sapori nel ruolo di spettatrice.

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Innanzi tutto ho dovuto abbattere il pregiudizio sulle principessine fighette: nella danza non esistono soltanto eleganti fanciulle agghindate, attraverso il linguaggio del corpo è infatti possibile portare in scena qualsiasi personaggio come il Gobbo di Notre Dame, i russi dello Schiaccianoci (con il cosacco che ti fa cinque spaccate in aria di fila!), la marcia di un soldato o le sorellastre di Cenerentola. La danza è un linguaggio che viene utilizzato per comunicare e, in quanto tale, può rappresentare qualunque personaggio e qualsiasi emozione, anche quelli più vicini alla mia natura.

 

Essendo una persona piuttosto sedentaria, provo inoltre estrema ammirazione per coloro che hanno il pieno controllo del proprio corpo e, soprattutto, che sanno utilizzarlo per raccontare delle storie. I ballerini sono delle persone eccezionali, sono degli spiriti liberi incapaci di restare soggiogati alle normali leggi gravitazionali. Per loro ogni movimento è un passo di danza e sono capaci di seguire chissà quali ritmi immaginari anche quando leggono, parlano, riordinano le proprie cose o compiono qualunque altro gesto quotidiano. Un ballerino è una creatura di aria e di terra, di sangue e di sudore, di muscoli e di polmoni; questo, per una donna di concetto come me, sarà sempre un mistero estremamente affascinante.

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Io sono particolarmente affezionata allo scheletro che rappresenta l’Oscurantismo nell’Excelsior. Non condivido la filosofia positivista e dall’occidentalismo imperante dell’opera, ma sono rimasta affascinata dall’energica malvagità del personaggio: certe volte i personaggi più simpatici sono proprio gli antagonisti. Qui sotto troverete il link dello spettacolo realizzato dal Corpo di Ballo della Scala. Io ho assistito personalmente all’Anteprima riservata agli Under30 l’anno scorso, su Internet ho persino trovato lo stesso spettacolo realizzato presso il Teatro degli Arcimboldi, che ho deciso di condividere con voi:

http://www.teatroallascala.org/it/stagione/opera-balletto/2011-2012/excelsior.html

Fantasmi a teatro

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Il teatro non è come il cinema, ci vuole un preciso stato d’animo per gustarlo appieno, soprattutto perché non è possibile assistere ad una replica dello spettacolo: ogni singola rappresentazione è effimera e irripetibile, comprare un altro biglietto non permette di tornare indietro e assistere alla magia di quella specifica serata.

Venerdì sera non sono riuscita a seguire per tutta la rappresentazione, è stato impossibile concentrarsi sulla trama: ero tormentata da due fantasmi, il ricordo di amici che ho allontanato per colpa del mio caratteraccio e che avrebbero dovuto trovarsi al mio fianco.

Lei avrebbe dovuto assistere allo spettacolo con me e avrebbe apprezzato moltissimo, anche se il teatro non la appassiona particolarmente. Sarebbe rimasta semplicemente incantata dalla protagonista, era veramente il personaggio che avrebbe fatto il caso suo. Mi sarebbe anche piaciuto discutere con lei sullo spettacolo, sapere cosa ne avrebbe pensato … Per un istante ti ho sentito al mio fianco come quella sera di ottobre, stavi respirando assorta e immobile, concentratissima sulla vicenda. Non riuscivo a seguire la vicenda, gli errori, le paranoie e l’egoismo del passato danzavano sul palcoscenico.  Vorrei tornare indietro, quantomeno per ringraziarti della pazienza e della fiducia che ho tradito.

Per quanto riguarda l’altra persona, non è questo il luogo in cui scrivere, ma non basterebbe un romanzo per parlare di quello che combinava il tuo fantasma mentre cercavo di seguire la rappresentazione.

Ragazzi, i vostri spettri erano lì con me ieri sera. Sentivo la loro presenza fisica mentre gli attori boccheggiavano muti sul palcoscenico e il buio della sala mi opprimeva. Non sto scherzando, so che tutto ciò può sembrare troppo Shakespeariano per essere accaduto veramente, ma è andata veramente così. Si chiama rimorso, è la cosa più brutta che esista al mondo.

Avevo intenzione di scrivere una recensione sullo spettacolo, invece mi ritrovo a raccontare dei miei fantasmi personali, due Banquo che continuano a perseguitarmi. Quando smetterò di fare errori?

Malinconiche riflessioni sul basket

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Immagine tratta da Wikipedia

Cari amici, sono dei giorni un po’ malinconici per me perché sto pensando di smettere di giocare a basket dopo aver ripreso in mano il pallone da non molto. Avevo ricominciato solo da pochi mesi ma, nonostante sia portata per questo fantastico sport e abbia bisogno di praticare un’attività fisica che sia soprattutto un gioco, in cui sfogare la grinta e l’aggressività.

Ci sono tuttavia delle ombre nel mio carattere, un’insicurezza che mi blocca e mi impedisce di “accendermi” sul campo. A sedici anni, quando avevo smesso di giocare, la competizione mi trasformava in una furia, il sudore e la lotta mi emozionavano, le difficoltà mi facevano incazzare e mi spronavano a dare il massimo. Oggi invece mi viene l’ansia: ho paura dell’istinto e dell’aggressività che un tempo erano la mia forza, dopo un’adolescenza di errori non riesco a fidarmi delle mie pulsioni naturali e, piuttosto che lasciarmi andare e agire senza riflettere (il basket è un gioco velocissimo, non c’è tempo per pensare), cado nel panico.

Sono consapevole che il problema non è il basket, semplicemente ho fatto un sacco di scelte sbagliate che hanno fatto colare a picco la mia autostima e, anziché smettere di fare le cose che mi divertono, dovrei circondarmi di attività che mi rendono orgogliosa di me stessa per sentirmi forte. Resta un problema però, giocare a basket con l’angoscia non mi piace e al momento attuale non riesco a divertirmi.

E’ anche vero che la pallacanestro mi mette ansia proprio perché ci tengo tatissimo. Lo so, è da vigliacchi sbagliare per la paura di sbagliare, ancora una volta dimostro di essere una coniglia. Mannaggia a me, dovrei smettere di essere una codarda e rischiare per le cose che vorrei nella mia vita, invece mi lascio schiacciare dalle difficoltà.

Trovare un altro sport è fuori discussione: sono piuttosto scoordinata (se faccio basket e non danza classica, un motivo ci sarà…) e 21 anni sono troppi per inventarsi qualcosa di nuovo. Mi piacerebbe qualcosa di competitivo e aggressivo, magari non di gruppo per cambiare un po’, ma non mi viene in mente niente che sia all’altezza della pallacanestro.

Ma, diciamocelo, come posso tradire il basket, l’adrenalina pura che si prova ad essere in campo e combattere tutte insieme per la vittoria? Quanto non è divertente abbandonarsi alla legge dei muscoli e del fiato, alla logica dell’astuzia e della forza fisica, alla competitività e alla vita di squarda?

No, non posso lasciare il basket, devo resistere e superare una buona volta queste assurde paranoie. Se il problema fosse lo sport mi consacrerei al divano, ma siccome il problema sono le mie paranoie, non posso che costringermi a darmi una svegliata.

Siccome il basket femminile non è particolarmente popolare, ho deciso di pubblicare un po’ di foto a caso tratte da legabasketfemminile.it . Le due foto con i ragazzoni della pallacanestro maschile, meritevoli di pubblicazione per evidenti ed inconfutabili ragioni estetiche (che fighi!!!!), provengono invece da ecodellosport.it e da nuovapallacanestromonteroni.it

gorini694Derrick-Rose-Basket-NbaImmagine scelta per la smorfia di lui… hihihi mi fa troppo ridere… Mi sto sforzando di pubblicare immagini non coperte da copyright, quindi accontentatevi di questo Derrick Rose tratto da novellasport.it.

rosanio02_chieti20121023Michael Jordan at Boston GardenImmagine tratta da WIki di Michael Jordan. Ripeto, non riesco a trovare legalmente delle buone fotografie di basket maschile, quindi non lamentatevi di quello che passa il convento.

eric03www.nuovapallacanestromonteroni.itmilazzo02agendaonlineSi ringrazia agendaonline.it per la foto qui sopra.giauroimmagini.4ever.euimmagini-4ever-eu

ecodellosport.it